Uno nessuno centomila, praticamente sto a pezzi

Formato: Monologo con interazione video
Pubblico: dagli 8 ai 99 anni
Ispirazione: Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello

Presentazione

Chi sei quando nessuno ti guarda?
Chi sei quando tutti ti guardano?
E cosa resta di te, se smetti di specchiarti?

Uno, nessuno, centomila è uno spettacolo ibrido, visivo e performativo, che nasce da un incontro tra il pensiero di Luigi Pirandello e l'ossessione contemporanea per l'immagine, la visibilità e il bisogno costante di approvazione digitale.

Sul palco, un solo attore. Ma mai veramente solo perché di fronte a lui — e contro di lui — un grande schermo: il suo doppio, il suo avatar, la sua ombra virtuale. Un flusso continuo di video, stories, filtri, facce ritoccate, like, selfie, commenti. Un flusso che lo accompagna, lo imita, lo giudica. E lo inghiotte. Tante versioni di se stesso , versioni alterate, scomposte, ironiche, sincere, disturbanti.

Lo spettacolo è un viaggio vertiginoso nell'identità. L'attore in scena si scrolla di dosso ogni certezza, affrontando uno a uno i suoi centomila sé: quello che crede di essere, quello che gli altri vedono, quello che vorrebbe diventare, quello che rifiuta.

Ispirato a Uno, nessuno e centomila, ma trasportato nel presente, lo spettacolo affronta il tema dell'io molteplice, dell'incomunicabilità, e della costruzione dell'identità nell'era digitale.

Con ironia, poesia e inquietudine, questo spettacolo ci accompagna in una riflessione amara e lucida sull'identità al tempo dei social: un mondo in cui l'essere è sempre più confuso con l'apparire, e l'apparire è filtrato, scrollato, re-inquadrato... fino a scomparire.

Dispositivo scenico

Un grande schermo domina la scena , davanti a questo l'attore si avvicina, si rivolge, si specchia. Lo schermo non è solo superficie di proiezione: è il doppio dell'attore, la sua identità virtuale, il suo riflesso manipolato.

Attraverso live camera, video pre-registrati, filtri tipo social (bellezza, distorsione, meme, emoji), l'immagine proiettata risponde, si ribella, lo imita o lo tradisce.

Il protagonista è sempre presente fisicamente, ma la sua immagine digitale spesso lo anticipa, lo ritarda, o lo modifica. Si genera così una tensione continua tra il qui e ora del teatro e l'eterno presente dello schermo.

Note di regia

L'attore non recita un ruolo fisso: è sé stesso che si mette in discussione, con ironia, paura e desiderio. Lo spettacolo si muove tra realtà e finzione, autobiografia e maschera. La scena è scarna e essenziale, ma dinamica. L' obiettivo è quello di portare lo spettatore dentro un'esperienza intima e disturbante, in cui può rispecchiarsi. Perché, come diceva Pirandello, "Ogni realtà è un inganno."