sto a pezzi 

Il progetto

Identità, volto, frammenti

Chi siamo quando il nostro volto smette di essere un'immagine e diventa un luogo di relazione?

Sto a pezzi è un progetto artistico partecipativo nato dall'incontro degli studenti del Liceo Artistico Arcangeli di Bologna con l'artista Davide Calvaresi.

Un percorso di ricerca che attraversa il volto come spazio di memoria, trasformazione e costruzione dell'identità.

Attraverso pratiche di scrittura, fotografia e sperimentazione visiva, gli studenti raccolgono frammenti del proprio corpo e della propria immagine. Questi materiali vengono tagliati, ricomposti e assemblati fino a generare figure antropomorfe ibride, corpi collettivi costruiti a partire dai frammenti. Presenze che sfuggono al ritratto e mettono in discussione l'idea di un'identità unica, stabile e riconoscibile.

La performance-installazione invita il pubblico ad attraversare uno spazio abitato da immagini, testi, registrazioni vocali e corpi assemblati. I confini tra individuo e collettività si dissolvono, lasciando emergere un paesaggio umano in cui ogni frammento conserva la propria unicità e, allo stesso tempo, contribuisce a una forma comune.

"Sto a pezzi" non parla di corpi rotti, ma della possibilità di immaginare l'identità come un organismo aperto, in continua trasformazione. Perché forse non siamo mai un'immagine definitiva, ma un insieme di frammenti che trovano senso nello sguardo, nella memoria e nella relazione con gli altri.Una performance-installazione

L'esito del laboratorio prende la forma di una performance-installazione immersiva.

Fotografie, testi, registrazioni vocali e azioni performative dialogano tra loro, restituendo un racconto corale sull'essere adolescenti oggi, in un tempo in cui il volto è continuamente esposto, filtrato e frammentato.

Lo spettatore è invitato a entrare in uno spazio in cui i confini tra identità individuale e collettiva si fanno più sottili, fino a scoprire che ogni volto porta con sé anche le tracce degli altri.

Un processo condiviso

Gli studenti non sono semplici partecipanti, ma co-autori del progetto.

Hanno contribuito alla raccolta dei materiali, alla scrittura dei testi, alla realizzazione delle opere, alla progettazione dello spazio espositivo e alla costruzione della performance finale.

Il laboratorio è diventato così un luogo di ascolto, sperimentazione e confronto, in cui la pratica artistica si è trasformata in uno strumento di ricerca personale e collettiva.

Perché "Sto a pezzi"?

"Sto a pezzi" è un'espressione che racconta una fragilità, ma anche una possibilità.

Essere a pezzi significa essere composti da frammenti: ricordi, relazioni, paure, desideri, immagini.

Il progetto non cerca di ricomporre un'identità perfetta, ma di dare valore alle sue crepe, alle trasformazioni e ai continui cambiamenti che ci rendono ciò che siamo.

Perché forse non siamo mai un'immagine definitiva.

Siamo un processo.

Crediti

Ideazione e conduzione del laboratorio
Davide Calvaresi

Con gli studenti del Liceo Artistico Arcangeli – Bologna

Produzione finale presentata nell'ambito di PerAspera Festival 2026.

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